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Primi accordi (1830-1860)![]() |
«Una società di quindici a venti individui hanno determinato di stabilire in questa Città una Banda musicale
onde esercitarsi nella musica e disimpegnare con maggior decoro possibile quelle funzioni alle quali potrebbe
esser dimandata». Così comincia la petizione spedita il 2 novembre 1830 al governo cantonale, per poter vestire
«il fissato uniforme», da un gruppo di musicanti luganesi, tutti dilettanti e in buona parte provenienti dalla
banda militare incorporata nella guardia civica. Il consenso governativo giunse pochi giorni appresso, il
5 novembre, «ritenuto però che ciò non abbia mai a risultare d'alcun aggravio allo Stato». Veniva pure approvato
il figurino, che gli «umilissimi servitori», in nome della costituenda società, avevan aggiunto alla loro lettera.
La banda cominciò la sua attività. Pur con denominazione diversa (ma cambiamenti ve ne saranno più d'uno nel corso
dei decenni), era così nata la Civica Filarmonica di Lugano, nel medesimo anno in cui il popolo ticinese aveva
incontrato il suo «primo amore», la storica Riforma costituzionale approvata a Lugano in giugno dal Gran Consiglio. Nel 1845 il Governo cantonale si trasferì a Lugano. Fu ricevuto in forma solenne al suo ingresso in città, dalla porta vicina al monastero delle Cappuccine. |
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| Il figurino del 1830 |
| Presente ancora, nel 1847 all'inaugurazione del ponte di Melide, l'anno dopo incappò in una crisi interna, che neppure le migliori intenzioni poterono quietare. Il 27 agosto 1848 l'assemblea comunale, con voto quasi unanime, decise di sospendere il versamento dei sussidi alla società ormai in pratica disciolta. | ![]() |
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| Piazza della Riforma nel 1848 (dipinto di Carlo Bossoli) | |||
| Trascorsero ben cinque anni prima della ricostituzione, che avvenne grazie all'operato dei fratelli Maraini, i quali, più tardi, consolidarono le finanze sociali annettendo il corpo bandistico alla ricostituita guardia civica (1855). Nell'accordo pattuito, questa assumeva il pagamento del salario al maestro. La filarmonica poté cosi ricominciare a pienamente svolgere quel ruolo, che i suoi fondatori avevano prestabilito. Allietò le ricorrenze civili e religiose, non soltanto in Città. Accompagnò i funerali di illustri personalità. Non mancò alle inaugurazioni di opere ardite, tra le quali primeggia la linea ferroviaria del San Gottardo. 1833, anno di grandi impegni. Nel mese di luglio fu tenuto il tiro federale a Lugano, festa di dodici giorni memorabili e per l'eccezionale raduno di tiratori e per la partecipazione di gente proveniente da tutto il Paese. Gli impianti vennero costruiti sul Campo Marzio. Non si sparò soltanto e la Civica ebbe modo di farsi apprezzare in concerti e cortei. Ma non era finita. In agosto, la banda si recò a Zurigo, chiamata a tenere tre concerti nell'ambito dell'esposizione nazionale. Il successo fu clamoroso. Gli elogi comparvero anche sulle colonne di illustri giornali, come la «Neue Zürcher Zeitung» ed il «Bund». Quest'ultimo affermò: «circa l'esecuzione della banda luganese, si deve veramente stupire che si trovi ad una simile elevatezza, in modo che, nell'esecuzione dei più difficili pezzi, può con fiducia farsi udire a fianco delle musiche militari germaniche, note come le migliori nel loro ramo». | |||
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